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Fin dal medioevo la città di Venezia fu costellata di ospedali per pellegrini e di case gratuite per poveri e vedove, come la Ca’ di Dio e i Crociferi. Queste casette erano amministrate dai Procuratori di San Marco e gli ospiti ricevevano anche una piccola pensione, ricavata dai capitali lasciati dai fondatori e benefattori.
Nel Cinquecento vi fu una grande riforma dell’assistenza: gli Ospedali Grandi, creati e gestiti da ricchi e devoti cittadini, ospitarono malati, mendicanti e giovani orfani tutti insieme nella stessa grande struttura , mentre altri “luoghi pii” di prevenzione e formazione, come la Casa dei Catecumeni, le Zitelle, il Soccorso, le Penitenti, si dedicavano al mantenimento delle ragazze povere preparandole al matrimonio o al monacato con l’istruzione, il lavoro dei merletti, la musica. Fra gli ospedali si distinse quello dei Derelitti a San Giovanni e Paolo, detto l’Ospedaletto, famoso fra gli altri specialmente per la cura dei malati e le esecuzioni musicali delle “putte”.
Nel 1807 un decreto di Napoleone Bonaparte riunì tutte queste istituzioni nella Congregazione di Carità, ente pubblico istituito in tutti i comuni del Regno Italico.
L’Ospedaletto fu destinato da allora agli anziani e invalidi della città di Venezia, mentre gli orfani furono educati negli Orfanotrofi dei Gesuati e delle Terese, e nel famoso collegio Manin, sorto per volontà dell’ultimo doge Ludovico Manin.
Durante tutto l’Ottocento, sotto il governo austriaco e, dal 1866, in quello italiano, gli orfanotrofi della Congregazione si distinsero per la formazione artigianale dei giovani e per i lavori femminili delle zitelle. Dal 1880 la sede della Congregazione si insediò nel palazzo Contarini dal Bovolo, la cui celebre Scala è divenuta l’emblema dell’Ente.
Nel 1937 la Congregazione di Carità fu sostituita in tutto il Regno dall’ Ente Comunale di Assistenza, destinato in massima parte all’assistenza domiciliare delle famiglie povere. Per dare maggior autonomia agli istituti di ricovero di antica tradizione veneziana fu creato nel 1939  un ente decentrato dall’ECA, chiamato IRE, Istituzioni di Ricovero e di Educazione.
Dopo la legge sull’adozione speciale i grandi orfanotrofi furono chiusi e l’attività verso i giovani si concentrò in poche comunità di tipo familiare, mentre la maggior parte del servizio ai cittadini veneziani fu indirizzato alle residenze degli anziani. Le vecchie strutture dell’Ospedaletto, dagli anni ’50 del Novecento in poi, furono adattate alle esigenze della nuova geriatria, pur lasciando intatte le parti architettoniche dei grandi artisti che l’avevano abbellito, Palladio, Longhena, Sardi.
L’IRE estese il suo servizio alla Residenza di San Lorenzo, creò nuove case per anziani a Mestre (Residenza Contarini alla Gazzera) e alla Giudecca (Residenza Zitelle) ed ha avviato il restauro della residenza ex-Penitenti di San Giobbe.